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UN ANNO DI MORTI SUL LAVORO IN TOSCANA: 51 LE VITTIME NEL 2023. PIÙ DI 4 DECESSI AL MESE. IN ZONA BIANCA CON UN’INCIDENZA DI MORTALITÀ SUL LAVORO INFERIORE ALLA MEDIA DEL PAESE. SOLO SIENA IN ZONA ARANCIONE.

UN ANNO DI MORTI SUL LAVORO IN TOSCANA: 51 LE VITTIME. PIÙ DI 4 DECESSI AL MESE. QUASI 1 ALLA SETTIMANA.

MA GIUNTI ALLA FINE DEL 2023 LA TOSCANA È IN ZONA BIANCA CON UN’INCIDENZA DI MORTALITÀ SUL LAVORO INFERIORE ALLA MEDIA DEL PAESE.

SOLO SIENA IN ZONA ARANCIONE. MASSA CARRARA E FIRENZE IN ZONA GIALLA, MENTRE LE ALTRE PROVINCE RISULTANO ESSERE TRA LE PIÙ SICURE DELLA REGIONE E DEL PAESE.

A GROSSETO E PISTOIA NESSUN MORTO SUL LAVORO NEL 2023

OLTRE IL 21% DELLE DENUNCE DI INFORTUNIO TOTALI DEL 2023 VEDONO COME VITTIME I LAVORATORI STRANIERI  

IL COMMENTO AI DATI AGGIORNATI AL MESE DI DICEMBRE 2023
“In Toscana la situazione appare meno critica rispetto al resto del Paese. E a raccontarlo sono le nostre elaborazioni che, accanto ai numeri delle vittime, definiscono con precisione il rischio di mortalità sul lavoro nella regione. Così a dicembre del 2023 la Toscana si trova, secondo la nostra mappatura, in “zona bianca”, ossia presenta un rischio di mortalità sul lavoro molto inferiore alla media nazionale. Stiamo parlando di un indice di incidenza di mortalità per milione di lavoratori pari a 20,4 contro una media nazionale di 34,6. Intanto sono 51 le vittime registrate da gennaio a dicembre 2023: più di 4 vittime al mese”.
Così inizia la propria esplorazione dell’emergenza in Toscana Mauro Rossato, Presidente dell’Osservatorio Sicurezza Vega Engineering, sulla base della più recente indagine elaborata dal proprio team di esperti.
“Analizzando i dati della Toscana sulla popolazione lavorativa si scopre che nella diffusa ‘zona bianca’ regionale emergono sfumature diverse e più preoccupanti – sottolinea il Presidente dell’Osservatorio Sicurezza Vega – è il caso di Siena dove il rischio di infortunio mortale sul lavoro è superiore alla media nazionale e regionale. E per questo si colloca in zona arancione che, subito dopo la zona rossa, fa rilevare incidenze di mortalità dei lavoratori più che preoccupanti”.

IL RISCHIO DI MORTE IN TOSCANA, PROVINCIA PER PROVINCIA, DA GENNAIO A DICEMBRE 2023. DALLA ZONA ARANCIONE ALLA ZONA BIANCA
Per individuare le aree più fragili d’Italia sul fronte della sicurezza sul lavoro, l’Osservatorio Sicurezza Vega di Mestre elabora una mappatura del rischio rispetto all’incidenza della mortalità.
La zona bianca, quella in cui si trova la Toscana, è la zona che raggruppa le regioni con l’incidenza di mortalità sul lavoro tra le meno elevate a livello nazionale. E a fine dicembre 2023, il rischio di infortunio mortale in Toscana (20,4 morti per milione di occupati) risulta ben inferiore rispetto alla media nazionale pari a 34,6.
Per quanto riguarda le incidenze, nel dettaglio, in regione si scopre che è solo Siena a trovarsi in zona arancione con un indice di incidenza della mortalità pari a 35,0. Seguono in zona gialla: Massa Carrara (27,8) e Firenze (26,1), mentre in zona bianca troviamo la maggior parte delle province toscane: Lucca (24,2), Pisa (22,1), Arezzo (20,2), Prato (16,6) e Livorno (14,8).
Rimangono escluse Grosseto e Pistoia dove, secondo i dati Inail, non sono stati registrati infortuni mortali in occasione di lavoro.

INFORTUNI TOTALI (MORTALI E NON) DEL 2023 IN TOSCANA
Sono 51 i decessi da gennaio a dicembre 2023 (contro i 72 del 2022): 33 quelli rilevati in occasione di lavoro (22 in meno dello scorso anno) e 18 quelli in itinere (1 in più del 2022).
Il più elevato numero di decessi totali (che includono gli infortuni in itinere) si è verificato in provincia di Firenze (22). Seguono: Pisa con 9 decessi, Arezzo, Lucca e Siena (4), Massa Carrara (3), Livorno e Prato (2) e Grosseto (1). A Pistoia nessuna vittima.
Firenze è in cima alla graduatoria anche quando si analizzano gli infortuni mortali in occasione di lavoro con 12 vittime. Seguono: Pisa, Lucca e Siena (4), Arezzo (3), Livorno, Massa Carrara e Prato (2).
Sono 46.926 le denunce di infortunio complessive su un totale, in Italia, di 585.356. Vale a dire l’8,0% di quelle rilevate in Italia.  

UNA BUONA NOTIZIA: ALLA FINE DI DICEMBRE SI RILEVA UNA FLESSIONE DELLE DENUNCE DI INFORTUNIO TOTALI, MA IL DECREMENTO È PRINCIPALMENTE DOVUTO ALLA CONCLUSIONE DELL’EMERGENZA SANITARIA PER COVID
Alla fine di dicembre 2023 le denunce di infortunio totali sono diminuite dell’11,2% rispetto alla fine di dicembre del 2022: erano 52.841 e ora sono 46.926. Un decremento questo, è opportuno nuovamente sottolinearlo, dovuto quasi esclusivamente alla scomparsa dalle statistiche degli infortuni connessi al Covid.

L’ATTIVITÀ MANIFATTURIERA È IL SETTORE PIÙ COLPITO IN TOSCANA
Le Attività Manifatturiere, nel 2023, sono in cima alla graduatoria delle denunce di infortunio in occasione di lavoro (5.003). Sono seguite da: Costruzioni (3.335), Sanità (3.214), Commercio (2.679) e Trasporto e Magazzinaggio (2.595).

È FIRENZE A FAR RILEVARE IL PIÙ ELEVATO NUMERO DI DENUNCE TOTALI
È la provincia di Firenze quella con il maggior numero di denunce totali di infortunio (13.498), seguita da: Pisa (5.560), Lucca (5.507), Livorno (4.512), Arezzo (4.178), Siena (3.749), Pistoia (2.667), Massa Carrara (2.515), Prato (2.416) e Grosseto (2.324).

INFORTUNI PER GENERE, NAZIONALITÀ ED ETÀ: ECCO LE STATISTICHE
Infine, sono 17.186 le denunce di infortunio delle donne lavoratrici (13.558 in occasione di lavoro) e 29.740 quelle degli uomini (25.784 in occasione di lavoro).
Le denunce dei lavoratori stranieri sono 9.913 su 46.926 (oltre il 21% del totale). E sono 8.320 le denunce dei lavoratori stranieri in occasione di lavoro.
Il numero di denunce più elevato viene riscontrato tra i 50 e i 54 anni: sono 6.103.

COS’È L’INCIDENZA DEGLI INFORTUNI?
L’incidenza degli infortuni mortali indica il numero di lavoratori deceduti durante l’attività lavorativa in una data area (regione o provincia) ogni milione di occupati presenti nella stessa. Questo indice consente di confrontare il fenomeno infortunistico tra le diverse regioni, pur caratterizzate da una popolazione lavorativa differente.

A COSA SERVE LA ZONIZZAZIONE REALIZZATA DALL’OSSERVATORIO SICUREZZA E AMBIENTE VEGA?
La zonizzazione utilizzata dall’Osservatorio Sicurezza e Ambiente Vega Engineering dipinge il rischio infortunistico nelle regioni italiane secondo la seguente scala di colori:
Bianco: regioni con un’incidenza infortunistica inferiore al 75% dell’incidenza media nazionale.
Giallo: regioni con un’incidenza infortunistica compresa tra il 75% dell’incidenza media nazionale e il valore medio nazionale.
Arancione: regioni con un’incidenza infortunistica compresa tra il valore medio nazionale e il 125% dell’incidenza media nazionale.
Rosso: regioni con un’incidenza infortunistica superiore al 125% dell’incidenza media nazionale.

Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega Engineering

Ufficio Stampa
Dott.ssa Annamaria Bacchin
Centro Direzionale Terraglio Uno – Via Don F. Tosatto 151 – Mestre (VE)
Tel 041/957185
vegaengineering.cmsone.info

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